S1:E1
“Una storia d’amore, due spazi complementari,
una sala, calda come quella di casa,
una cucina, attenta e profumata.”
Osteria Santa Vittoria nasce proprio così, un progetto in cui nulla è lasciato al caso, anzi è proprio a quel caso che Valentina (V) e Nicolò (N) hanno dato ascolto, quando a marzo hanno deciso di intraprendere questa magnifica avventura.
Sommelier d’esperienza lei, chef instancabile lui, V&N si scontrano dietro il pass di un noto ristorante stellato milanese e da quel momento non smetteranno mai di stringersi le mani, nella vita, in cucina, tra i tavoli della loro sala bianca e azzurra, a ricordarci che, possiamo rinunciare a tutto, ma mai al colore del mare e alla luce calda del sole la mattina appena svegli.
Ci credono, e anche tanto. Credono ai dettagli, al rispetto della terra, delle sue stagioni e dei prodotti della loro amata Liguria. Credono al valore dell’ospitalità e dell’ascolto, credono che per le cose belle ci voglia tempo, pazienza, perseveranza e che di solito arrivino sempre dopo i tempi più bui e più duri.
Sui loro profili social – @osteriasantavittoria – V&N amano raccontare il quotidiano, come si prendano cura della materia prima, quanto sia complessa ed entusiasmante la ricerca creativa dei ristoratori, in un tempo in cui la “prova packaging” sembra essere diventata più complessa della prova costume.
Pochi giorni fa hanno parlato della triglia, un pesce che profuma di caldo e racconta i colori di un’ estate ancora troppo lontana. La storia della triglia mi ha fatto riflettere sulle grandi capacità di adattamento che hanno alcuni animali (esseri umani compresi), di fronte al mutare delle stagioni, delle abitudini e di fronte ai momenti più complicati della vita.

A Bumba – Focaccetta ligure imbottita con pesto fatto in casa, stracciatella di burrata, zest di limone del Golfo candito, acciughe del Cantabrico e basilico di Pra 
EL-MAGRO dalla selezione di hamburger gourmet 
I gustosissimi BUNS dell’Osteria 
Le famose triglie ispiratrici 
Beato tra le donne – Cruda di manzo al coltello, crema di ricotta di pecora Brigasca (Presidio Slow Food), cipolla rossa di Tropea marinata all’aceto di lampone e acciuga del Cantabrico 
Fumo – Diaframma alla brace e il suo fondo, con invidia belga arrosto e robiola di Roccaverano (Presidio Slow Food)
E alla fine quelle triglie le ho invidiate, e anche tanto, perché si è vero ci si adatta, ci si adatta a tutto, ma non si guarisce mai da ciò che ci manca.
Osteria Santa Vittoria Via Giovanni Maria Bonorino 3, Alassio https://msha.ke/osteriasantavittoria/
