Freedom has to be messy


La libertà me la ricordo disordinata.

La libertà me la ricordo rumorosa, come un viaggio in macchina con i piedi sui sedili, come un coro stonato di amiche che tornano dalla spiaggia con la pelle sporca di sale e l’animo leggero tanto quanto una “borsa termica” a fine giornata, quando ormai le birre sono finite e anche l’anguria tagliata a quadratini.

La libertà me la ricordo scomoda, scomoda come la discesa a mare per Porto Selvaggio, quando in Puglia è agosto e anche il costume ti da fastidio, e poi ci sono i sassi e tu indossi flip flop di plasticona.

E poi della libertà mi ricordo il colore, c’era il blu, l’azzurro, ma c’era anche il verde, perchè a quanto pare libertà e speranza le trovi sempre insieme, in fondo al mare, però devi togliere gli occhialini anche se l’acqua salata brucia e poi spalancare gli occhi, ma anche il cuore.

La libertà me la ricordo prepotente, come le onde a Costa de Caparica, che poi lo diceva anche Lucio, uno scoglio non può certo arginarlo il mare.

Ed infine, la libertà me la ricordo scalza e spettinata, come una vacanza a Formentera in cui scordavo sempre le mie Arizona, ma mai il casco.

Qui una raccolta delle mie wild beaches preferite, a ricordarci che a volte tutto quel disordine è solo una forma di libertà!

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